Firenze e provincia

a cura della redazione di Reality Magazine


L BRAND DOCKERS® RITORNA ALLE SUE RADICI, INTRODUCENDO IL LOGO ORIGINALE NELLA

Fonte e foto: Ufficio Stampa DOCKERS®

DOCKERS® lancia una collezione con l’iconico logo DOCKERS® originale del 1986. Da quell’anno a oggi le differenze sono tante ma ciò che non cambia è il desiderio di avere nel proprio armadio pezzi eleganti, casual e comodi.

I capi rimandano alle origini del classico brand americano, quando non c’erano alternative alla tuta da lavoro, finché DOCKERS® non ha introdotto i chinos. Negli ultimi 30 anni, DOCKERS® è diventato uno dei brand di abbigliamento più innovativi e all’avanguardia sul mercato.

Seguendo il trend della logomania, il ritorno del logo iconico del 1986 sarà presente su t-shirts, pullover e felpe con cappuccio, disponibili in una grande varietà di colori, design e taglie perfetti per l’uomo che cerca comfort e stile.

AGRIRISTORO LA DOGANA

Fonte e Foto: Ufficio Stampa

Filiera corta? Si, grazie. E magari anche cortissima perchè al centro della decisione della famiglia Del Buono di aprire l’ Agriristoro «La Dogana» a poca distanza dall’affascinante borgo medievale di Sovana, nel cuore della terra degli etruschi, c’era e c’è il desiderio di valorizzare il territorio e i suoi prodotti di alta qualità e di realizzare una cucina tipica basata su ricette tradizionali all’insegna sempre della genuinità. Si inizia con il vino e l’olio prodotti nell’azienda di famiglia: stiamo parlando di un territorio ben noto per i suoi buoni vini (Bianco di Pitigliano e Rosso Sovana Doc) e per un olio extravergine d’oliva apprezzato perchè incarna bene i sapori delle Colline del Fiora.Il pane è fatto con farina toscana lievito naturale e cotto nel forno a legna dell’azienda,utilizzato anche per focacce, arrosti e per le patate. I salumi e le carni provengono da una macelleria della vicinissima Pitigliano, formaggi e ricotte da un piccolo e apprezzato caseificio poco distante.Le marmellate, la passata di pomodoro,le verdure e le patate sono dell’azienda così come gli ortaggi.Le sfoglie utilizzate per tagliolini, fettuccine, pappardelle, tortelli e lasagne sono fatte in casa e spianate con il “lansagnolo”. La pasta dei cannelloni è fatta con i migliacci. Completano la vasta offerta di primi piatti zuppa di ricotta, pasta e ceci, minestra di fagioli e acquacotta, specialità locali cucinate in base a ricette antiche. Fra i secondi spicca, con gi arrosti, l’agnello alla brace (nonostante la crisi della pastorizia nella zona di Sovana resistono ancora, per fortuna, diversi allevamenti che possono contare su bellissimi pascoli incontaminati) e alla brace si possono apprezzare anche diversi tipi di carne, salsicce etc. L’agriristoro propone solo dolci fatti in casa come la mousse alla lavanda, e proveniente spesso da antiche ricette che ricordano le serate passate vicino al camino a raccontare storie ai bambini. Ampliare e riconvertire prima molte produzioni dell’azienda, una volta rappresentate soprattutto dai cereali, e dar vita poi all’Agriristoro è risultato un bell’impegno per la famiglia Del Buono (la madre guida con grande capacità la cucina, il padre è diventato un grande esperto di forno e braciere, i tre figli coadiuvano e sono protagonsiti della sala con un ‘accoglienza molto cordiale) ma i risultati ripagano dell’impegno e del lavoro quotidiano. (www.agriristoroladogana.com)

Gli aperitivi “gourmet” dell’Officina

Fonte: Ufficio Stampa


Martedì 29 Gennaio 2019 alle 18,30

Al via un ciclo di aperitivi Gourmet, per l’Officina Ferrucci la splendida pasticceria nell’omonima piazza. Si parte martedì 29 Gennaio 2019 alle 18,30 con una degustazione di Vie Bulla, maison di “bollicine “ tutte italiane , vintage e contemporanee, uniche nel loro genere. Officina Ferrucci interpreta Vie Bulla rose’ e Brut Biologico, proponendo un abbinamento di finger e prelibatezze a esaltarne profumi e aromi.

Info e prenotazioni :

L’OFFICINA FERRUCCI
Via G.P.Orsini n 125
www.officinaferrucci.it
055 687788

Casual Fod - La cucina di Paolo

La passione per la cucina di Paolo Ozzini viene da lontano. Sin da giovanissino è cresciuto alla scuola della madre nel ristorante di famiglia <Mamma Elissa>, nella zona del viale Europa, conosciutissimo a Firenze in particolare per due piatti: la palla alla valenciana e il cacciucco, nei quali la signora Elissa dava il meglio di se . Ma la scuola di Paolo aveva un secondo <docente>, il padre Giancarlo, grande organizzatore della sala e del servizio in tavola. Lo storico locale della famiglia Ozzini, vincitore della <forchetta d'oro< e presente nella Guida Michelin, ha cessato l'attività da qualche anno lasciando un gran vuoto fra i suoi clienti.Ma la passione di Paolo è rimasta intatta, così quest'anno è arrivata l'apertura del <Casual Fod-La cucina di Paolo> in via Quintino Sella, nella zona della piscina di Bellariva, a Firenze. Non a caso si è preparato al grande ritorno rivistando le vecchie ricette con l'intento di coniugare la tradizione di <Mamma Elissa> con l'innovazione del suo nuovo locale, piccolo ma accogliente. La scommessa di Paolo è sicuramente vinta. I suoi piatti soddisfano e convincono., il giro della clientela si allarga. Piace molto la selezione di assaggi chiamati "Chicche di Mare", a metà tra Tapas e Antipasti destinati al centro del tavolo, assieme ai cannoli di pasta fillo con mousse di cernia e salsa vegetale piccante, al polpo croccante con maionese di ceci artigianale e alla tartare di Tonno con briciole di pane aromatizzate in Olio Evo e rosmarino. Fra i primi vanno forte, inoltre, gli gnocchi di patate viola al pesto e vongole, con mandorle aromatizzate al peperoncino e le"Tagliatelle di Mamma Elissa" con frutti di mare e Curry.

Paolo Ozzini è soddisfatto perché ha lanciato con il Casual Fod il <ristorante di quartiere>, formula inedita che significa, per i clienti, anche mangiare alcuni piatti di una grande cucina a casa propria.





FRANCESCA FAGELLA E “ GLOSS & GLITTERS “ TOUR

Fonte: Ufficio Stampa

Giovedi 27 Dicembre 2018 Dalle ore 19.00 alle 02.00
Twist Music Club
Via Generale della Chiesa 9 Firenze

Un’esplosione di energia , sotto a una cascata di riccioli biondi. Questa è Francesca, gavetta da giovanissima,
poi personaggio di punta di Match Music e a seguire volto e voce storici di RTL 102.5, e successivamente
affermata dj internazionale.
Francesca sceglie Firenze, per creare e annunciare il nuovo Show : Gloss & Glitters tour,
un sogno nel cassetto concepito durante gli anni newyorchesi, alimentato dall’esperienza televisiva e
radiofonica, amplificato dai molteplici segnali di tendenza del momento.
Nasce cosi, un tour d’oro e d’argento, sfondi ipnotici multicolori, glitters e tanto gloss , per uno show pieno
di sex appeal, graffiante come la voce di Francesca che nel bel mezzo di un sound, indubbiamente “disco” e
“house”, ma egregiamente arrangiato da Leonardo Martera, arriva a leccarti l’anima.
La serata avrà inizio alle ore 20:00 con aperitivo, a seguire cena a la cartè e
dalle h 23,00 After Party .

In consolle Leo Martera, show & dj set Francesca Faggella

Vasimania dalle Explicationes di Filippo Buonarroti al Vaso Medici

Fonte: Ufficio stampa

Nel 1726 usciva a Firenze il De Etruria Regali di Thomas Dempster con l’aggiunta delle Explicationes et conjecturae di Filippo Buonarroti, il quale aveva corredato l’intera opera di un ricco apparato grafico di reperti archeologici. Partendo da questa importante pubblicazione curata dal Buonarroti, la mostra intende analizzare l’interesse per una classe di materiali che da questo momento entra sempre di più nel panorama antiquario e collezionistico: la ceramica. Il contributo dato dal Buonarroti, attraverso le immagini, allo studio dei vasi, allora considerati etruschi, ben presto darà origine all’importante dibattito sui luoghi di produzione di tali manufatti – risolto grazie all’intuizione di Luigi Lanzi all’inizio dell’Ottocento – e alla formazione di grandi collezioni di ceramica. La mostra è suddivisa in tre sezioni. La prima sezione, La forza dell’immagine, è dedicata alle pubblicazioni settecentesche che trattano di ceramica e che vedono la luce sulla scia delle Explicationes et conjecturae, fino ad arrivare alle opere monografiche, come quella monumentale di Pierre-François Hugues d’Hancarville (1766-1776) e quella di Wilhelm Tischbein (1791-1795) sulle collezioni di sir William Hamilton, o quella antologica di Giovanni Battista Passeri (1767-1775) sulle principali collezioni vascolari italiane dell’epoca.
Nella seconda sezione si sviluppa il tema Un nuovo collezionismo. Il panorama collezionistico dell’epoca è univoco sia per quanto concerne le più ridotte ma selezionate collezioni, sia per le più copiose. A Firenze una considerazione particolare merita la collezione granducale che ha origine fino dal “bellissimo vaso di terra antiquissimo”, destinato a Lorenzo il Magnifico. L’importanza e la cura dedicata dai Medici al collezionismo di ceramica antica è testimoniato da una serie di manufatti, come i piani di tavolo in commesso di pietre dure eseguiti dalla Manifattura granducale. La terza sezione, Il Vaso Medici, è dedicata al vaso marmoreo che Filippo Buonarroti, come testimoniano disegni conservati tra le sue carte, ebbe modo di ammirare a Roma a Villa Medici prima che venisse portato a Firenze, il che sarebbe avvenuto solo nel 1770. Restaurato nel 1779 da Francesco Carradori, il vaso fu esposto nella Galleria degli Uffizi, nella Sala dei Niobidi, dove costituì una delle attrazioni maggiori per visitatori e artisti.

Firenze, Casa Buonarroti, 12 dicembre 2018 - 28 febbraio 2019

NATALE A BRESSANONE

dal corrispondente Carlo Ciappina

L’Alto Adige profuma già di biscotti fatti in casa, mentre inebrianti essenze di cannella e vaniglia pervadono le strade confondendosi con invitanti olezzi gastronomici provenienti dai mercatini natalizi. Lo sa bene Bressanone, che annualmente ne rinnova il rituale tra artigianato, sapori, arte avvolgenti casette stracolme di manufatti in vetro, ceramica, legno, gastronomia della Val Isarco, elevando la città ad una dimensione squisitamente onirica. Circondato da ordinati vigneti e frutteti, l’antico abitato tirolese è una sorpresa architettonica dal groviglio viario ricco in portici atavici, sfocianti nei bellissimi viali notori fuori confini regionali. Le sue mura racchiudono gioielli di quello che fu potente principato ecclesiastico, come esternato dal romanico Duomo a croce latina con campanili gemelli, i cui interni strabiliano per quell’architettura movimentata da cappelle barocche, marmi finemente intarsiati dell’altare maggiore, volta opulenta in affreschi. La residenza Vescovile non è da meno, ostentando fascino nella bellissima corte adorna di triplice loggiato rinascimentale e nelle sfarzosissime sale custodenti una importante collezione di dipinti. Incontro tra culture diverse, la ricca gastronomia locale è una gustosa sintesi tra ricette ladine, italiane, austriache, trionfo in leccornie spazianti dagli spätzle, gnocchetti svevi conditi con burro e speck, all’ottima zuppa d’orzo e verdure chiamata gerstensuppe, dai salami affumicati al formaggio Stelvio DOP, dall’arcinoto strudel alla pastella arrotolata e con marmellata di mirtillo. Effettivamente la sfera culinaria brissense ha nomea consolidata, ostentata nei blasonati ristoranti presenti in città, dei quali l’Oste Scuro ne rappresenta degno lignaggio. Ospitato in un sontuoso palazzo secolare, lo storico locale sforna prelibatezze altoatesine che non lasceranno l’amaro in bocca, una cucina regionale dove nuovo e tradizioni si fondono in armonia! Al riguardo, si consiglia la costoletta di cervo in aceto balsamico ridotto ma anche tutti quei dolci da dieci e lode. Qualora siate alla cerca di ambienti tipici, Fink fa al caso vostro: Ottima cucina tipica attenta ai prodotti stagionali, trovante nei canederli il summa nelle varianti al formaggio, erbe selvatiche, speck, aglio orsino, rape rosse, grano saraceno e fegato!
Foto: Alex Filz

IL NATALE NEL VAUD

dal corripondente Carmelo de luca

Il Cantone del Vaud si trasforma in vero eden durante l’Avvento grazie alle tradizioni secolari e nuovi eventi spettacolari, come sa bene Losanna insieme al colorato mercatino Bô Noël, che saluta il nuovo anno con un magnifico Silent Party. Le sue frenetiche notti, poi, sono una vera manna per festaioli impenitenti grazie ai numerosi club, sale concerto, localini à la mode, richiamo per molti musicisti talentuosi proveniente da ogni nazione. E il mercatino natalizio menzionato? Beh, ha già acquisito meritata nomea tra i numerosi turisti affascinati dal suo carattere intimistico-tradizionale, concentrato sui prodotti autoctoni chiamati Vini del Lavaux e de la Côte, fondute, Malakoff, vin brulé, Glühmost. Queste invitanti ghiottonerie enogastronomiche potrete smaltirle nella notte di S. Silvestro grazie ai frenetici balli notturni, riscaldati dal fuoco accesso vicino la Cattedrale e dal sentimento ecologico: Bicchieri cartacei o in vetro mettono al bando la famigerata plastica! E poi, cosa fare? Nessun timore, Losanna ha in riserbo numerose attrattive notturne, illuminata da fantastiche installazioni artistiche.
La vicina Montreux festeggia il Natale dedicandogli un grande mercato vantante 160 chalet pomposamente addobbati, soprattutto sul lungolago, ma non perdete il Villaggio dei Folletti in Piazza del Mercato, regno di laboratori per idee regalo e animazione. Durante l’Avvento, il vicino Castello di Chillon si inghinghera di colore per ospitare la Festa Medievale tra danzatori, cantastorie, arte orafa, esperti calligrafici, gastronomia, produzione di candele artistiche. In alto, sul Monte Rochers-de-Naye, Babbo Natale attende grandi e piccini nella sua bella dimora raggiungibile col trenino a cremagliera, così come il Villaggio dei Boscaioli, un grande capanno in legno dall’atmosfera onirica dedicato alla convivialità fatta di prodotti locali. Dulcis in fundo, le belle luminarie in 3D proiettate sulla facciata del Fairmont Le Montreux Palace allietano anima e vista!!

Info: www.lake-geneva-region.ch
www.svizzeraunica.it

Credit foto: Regis_Colombo_Bo_Noel_2017-light



IL CANDIDO INVERNO NEL CANTONE DEL VAUD

dal corrispondente Carlo Ciappina

Arcinote a tutti, le Alpi Vodesi rappresentano una vera mecca per amanti dello sci, slittino, curling, pattinaggio. Fantastici paesaggi invernali si prestano, poi, a lunghe passeggiate lungo sentieri guidati, facilmente raggiungibili grazie all’efficiente sistema dei trasporti.
Località arcinota, Villars-Gryons rimane tra le mete preferite dai turisti grazie agli oltre 100 Km in piste tra 1200m e 3000m di altitudine. Intorno, un panorama mozzafiato rallegra gli animi, d’altronde come rimanere insensibili davanti al Monte Bianco, Dents du Midi, Lago Lemano? Per sollazzarsi in loco si consiglia il blasonato Chalet RoyAlp, mecca nel settore luxury Spa da assaporare per corpo e mente, ma non sottovalutate il centro benessere di Villars vantante hammam, saune, piscine, salette relax e massaggi. Gli amanti delle terme trovano beneficio nella notoria Lavey-les-Bains, alimentate da salutari acque calde ospitate in due enormi piscine con Jacuzzi, cascate, percorsi a corrente attiva, letti acquatici. Intorno, altre delizie chiamate grotta con la neve, sauna, padiglione serenità, padiglione orientale supportano il vostro benessere psico-fisico.
Agli amanti delle alte quote, segnaliamo le piste panoramiche Glacier 3000, raggiungibili tramite teleferica con stazione finale a forma di forcone, avveniristico progetto dell’architetto Mario Botta. Qui, oltre alle numerose attività sportive invernali, si ammirano gli arcinoti Cervino, Jungfrau, Eiger e, grazie al Bus della Neve, il fantastico Refuge de l’Espace. Il comprensorio vanta, altresì, il Diablerets Expresse, nuova funivia conducente al ristorante montano dove rifocillarsi prima di lanciarsi in sicurezza lungo la pista di ben 7 Km, percorribile anche di notte con le lampade frontali.

Info: www.lake-geneva-region.ch
www.svizzeraunica.it

© Sébastien_Staub

In the Name of Michelangelo, 127 donors di tredici Paesi

Ufficio Stampa

Il progetto di fundraising internazionale supera ogni aspettativa

Per Michelangelo si sono mobilitati centoventisette donors di tredici Paesi diversi. Il restauro della pala dell’altare Buonarroti e della tomba monumentale, entrambe opera di Giorgio Vasari, è stato realizzato grazie a In the Name of Michelangelo, un progetto di fundraising dell’Opera di Santa Croce i cui risultati hanno superato ogni attesa.
Al di là del valore economico, che è stato comunque importante, sono state la partecipazione e l’ammirazione per Michelangelo a caratterizzare l’iniziativa. Un volume scritto da una calligrafa con tutti i nomi e le dediche appassionate provenienti da tutto il mondo verrà custodito nell’archivio storico dell’Opera di Santa Croce.
La schiera dei donors internazionali è rappresentata da Donna Malin, americana. Un gruppo di sostenitori del restauro era a Firenze nel marzo scorso, in occasione della conclusione della prima fase dell’intervento, quella di accurata ripulitura dell’imponente complesso con le eleganti sculture in marmo di Carrara che ritraggono Michelangelo e le tre arti.
La campagna per la raccolta dei fondi è stata attivata nel mese di settembre 2017. In pochissimo tempo, si sono raggiunte le risorse necessarie a far fronte al restauro. In tutto sono stati raccolti circa centoventimila euro da investire per la ripulitura e le indagini diagnostiche sulla tomba e per il restauro della pala d’altare.
All’appello partito da Firenze hanno risposto oltre cento persone, per l’80% per cento cittadini degli Stati Uniti. Nell’elenco dei donatori, i cui nomi sono riportati uno per uno nel sito dell’Opera di Santa Croce, i Paesi rappresentati sono tredici. Ci sono l’Italia, gli Stati Uniti, l’Inghilterra, il Canada, le Filippine, l’Austria, la Germania, la Finlandia, la Spagna, la Norvegia, la Repubblica Ceca, l’Australia e il Perù.
Per l’Opera di Santa Croce In the name of Michelangelo rappresenta una nuova iniziativa internazionale di raccolta fondi, dopo l’apprezzabile risultato di Crazy for Pazzi.


                             

 

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