Grosseto

a cura della redazione di Reality Magazine

AGRIRISTORO FOCACCERIA LA DOGANA

Fonte: Renzo Vatti

Nell'ampia e variegata offerta enogatronomica che la Maremma mette in campo e che la vede ai primi posti per qualità e genuinità dei prodotti, i ristoranti di campagna rappresentano una punto di riferimento per chi ama la cucina tipica, fatta di piatti semplici ma sempre gustosi. Quando poi si ha la fortuna di trovare un locale che assomma la conduzione familiare con un forte radicamento sul territorio e con un menù a chilometro zero che ripropone e valorizza i piatti tradizionali di una cucina davvero marmmana, allora davvero si arriva al top. Tutto questo molto altro è possibile trovare, a pochi minuti di distanza dall'incantevole borgo medievale di Sovana, nel comune di Sorano all''Agriristoro <La Dogana>, nel cuore di un'azienda di circa venticinque ettari. Con le difficoltà crescenti dell'agricoltura, la famiglia Del Buono (Giovanni e la moglie Monia con i figli Gabriele,Davide e Lorenzo) ha deciso di diversificare l' attività puntando alla valorizzazione del territorio e delle sue produzioni. Nel giro di non molti anni <La Dogana> è diventata sinonimo di una cucina gustosi, mai eccessivi, sempre autentici. e con un menù cche spesso viene variato e arricchito con nuovi piatti, frutto di meticolose ricerche- Acqquacotta, zuppa di ricotta, minestra di fagioli, pici all'aglione, rappresentano alcuni dei piatti forti, assieme a fettuccine, pappardelle e tortelli,, le cui sfoglie sono fatte in casa. Fra i secondi spiccano un saporito agnello alla brace assieme agli arrosti imisti e alle salsicce (buonissime anche quelle sottolio). Senza dimenticare ovviamente gli antipasti, curatissimi, le salse e le marmellate fatte in casa, il vino e 'olio extravergine prodotti dall'azienda assieme a molti tipi di ortaggi. Da quest'anno poi il menù de <La Dogana> presenta due tipi di pizze. Una ripiena con le verdure dell'azienda, l'altra è una pizza rossa con conserva locale, come sono locali gli altri ingredienti e con l'aggiunta di un uovo rotto al centro prima della cottura. Le due pizze sono realizzate con lievito madre e con tempo di lievitazione dalle 24 alle 48 ore. I dolci, fatti in casa, riprogono antiche ricette (come la mousse alla lavanda). Novità: una crostata cotta nel forno a legna accompagnata con confettura di albicocche e decorata con meta del giardino e una panna cotta (panna del Latte Maremma) arricchita con fragole di Capalbio e frutti di bosco toscani, sempre guarnita con mente. D'estate si mangia all'ombra di una grande quercia.

Azienda Agricola Fabiani di Terni Fiorella

Quando piccolo è ancora bello e buono. Un esempio concreto è offerto dalla Azienda Agricola Fabiani ubicata nella zona collinare di Cinigiano (Gr), tra la Maremma Toscana ed il Monte Amiata. Stiamo parlando di una piccola realtà, rispetto a tanti colossi del vino, a conduzione familiare e il cui territorio ha una grande tradizione nel campo della produzione delle uve con risultati eccellenti, infatti, è anche sede della DOCG Montecucco ed è vicina alla zona di produzione del Brunello di Montalcino. Il segreto dei buoni risultati che sta ottenendo sul piano della qualità è legato all'abbinamento della tradizione familiare con la scelta del biologico. Insomma un Dna autentico e autenticato. L’azienda è costituita da 17,5 ettari di terreno di cui un ettaro e mezzo di vigneto antico di circa cinquant’anni coltivato a doppio capovolto toscano; mezzo ettaro in conduzione con viti allevate a cordone speronato unilaterale di circa quindici anni di età; un ettaro coltivato con 400 piante di olivo, tra cui sono presenti olivastre secolari;• due ettari di boschivo e 13 ettari di seminativo. Da pochi anni l’Azienda Fabiani ha deciso di entrare nel mercato vinicolo con due prodotti (il rosso Giano ed il bianco “Fontenasso”) per sfruttare le conoscenze sulla produzione di vino tramandate in famiglia da oltre tre generazioni. I risultati sono arrivati subito anche perché la filosofia aziendale è quella di lavorare nel rispetto della tradizione e dal 2017 inconversione per il Biologico. Il sistema di allevamento dei vecchi vigneti e ancora quello tramandato da generazioni il doppio capovolto toscano ancora legato manualmente con il Salice. I vigneti vengono inerbiti, riducendo al minimo le lavorazioni, che avvengono solo nel sottofila. la gestione della parete fogliare avviene tramite accapannatura termine Toscano. L'azienda decide l'epoca di vendemmia ultimi di settembre primi di ottobre, quando l'uva raccolta manualmente arriva in cantina. Le fermentazioni spontanee in acciaio con i soli lieviti indigeni iniziano in modo naturale senza controllo di temperatura.

NUOVA MOSTRA A SOVANA

Fonte:Renzo Vatti

Sabato 26 agosto alle ore 17,30, nel Museo di San Mamiliano a Sovana, inaugura la mostra <L’arte della guerra alla fine dell’impero romano: gli imperatori, gli eserciti, le battaglie>.
La mostra, curatore il professor Ugo Barlozzetti, è organizzata dal Comune di Sorano, assessorato alla cultura e al turismo, con l’apporto dell’Associazione Modellistica e Storia, dell’Associazione Fiorentina Battaglie in Scala e dell’Associazione Sovana Aperta e con la collaborazione della Cooperativa Zoe.
Sarà possibile visitarla, negli orari di apertura del Museo, fino al 5 novembre.

SORANO AL MONTECATINI INTERNATIONAL SHORT FILM

Fonte: Renzo Vatti

Sorano ed il suo territorio figureranno nel programma del Montecatini International Short Film, che si svolgerà ad ottobre nella città termale toscana e che rappresenta uno dei maggiori appuntamenti sulla scena mondiale. Infatti il cortometraggio, che stanno girando i giovani e giovanissimi partecipanti al campus estivo promosso dalla Fedec (Federazione Italiana Cineclub) e della Fedec-scuola, sarà presentato nella giornata inaugurale del festival il prossimo 21 ottobre. Lo ha annunciato Marcello Zeppi, presidente del MISFF, a chiusura del convegno “ Il cinema ed il contributo al turismo sostenibile di comunità” presso la Fortezza Orsini, ove il campus residenziale durerà sino al prossimo 29 luglio.
Il cortometraggio racconterà appunto Sorano ed il suo territorio.

BENVENUTI ALL'HOSTERIA DEL BORGO

Fonte: Renzo Vatti

Marco e Mery Ricci hanno vinto la loro scommessa. Quasi due anni fa hanno riaperto, in uno degli angoli più suggestivi del centro storico di Sorano, un locale che aveva chiuso i battenti da tempo. Per loro si trattava davvero di una sfida perché segnava anche il loro debutto nella ristorazione. Missione compiuta si può davvero dire oggi. La loro Hosteria del Borgo si è conquistata una fama meritata, grazie al fascino della terrazza panoramica sulla verdissima valle del fiume Lente e alle straordinarie sale interne caratterizzate da due antiche cantine scavate nel tufo e che sono rimaste a vista. Ma il merito principale è ovviamente della cucina. che riserva una assoluta attenzione ai prodotti a chilometro zero-. Gustosi come pochi i crostini secondo la tradizione locale, eccellenti tutti i primi e in particolare le pappardelle al cinghiale, i pici all'agliata, i tortelli al ragù e i pici funghi porcini e salsiccia. Fra i secondi, tutti da lode, eccelle una trippa che non ti aspetteresti di trovare a Sorano, e con lei lo stinco di maiale, il cinghiale al buglione e il mattone di cinta senese. Ottimi i dolci, tutti fatti in casa come la pasta.

Marco e Mery, e le loro giovani collaboratrici in sala, aggiungono cordialità, passione, attaccamento al territorio e alla sua consolidata vocazione agroalimentare, il che non guasta. Ecco perché la scommessa è ampiamente vinta e l'Hosteria del Borgo rappresenta un punto di riferimento forte per la buona cucina.


                                

 

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