Reality 85

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settembre 2017


EDITORIALE: Ai nuovi e vecchi amici

copertina reality 83


Siamo pronti a ripartire; o meglio, siamo già ripartiti.
Il bilancio estivo è stato positivo. Come vi avevamo anticipato a giugno, abbiamo partecipato a numerose serate in giro per i teatri e festival toscani, con un buon risultato: spettacoli ottimi e molta partecipazione di pubblico, in alcuni casi numeri da record. Abbiamo partecipato a feste e anniversari di aziende e consorzi, mostre d'arte, eventi mondani, serate danzanti e serate di beneficenza.
La nostra sensazione è che sia ritornata la voglia di stare insieme, di vedersi, di condividere, di confrontarsi come nel passato, quando ci si incontrava nelle piazze per conversare, scherzare e ballare.

Oggi, certo, le location sono altre, diverse e più estrose. Io prediligo specialmente le fabbriche e officine, che poche ore dopo la fine del lavoro, diventano spazi per gli eventi, el'indomani tornano a essere centri di lavoro.
Occasionali o deputati al ritrovo che siano i luoghi degli incontri, importante come sempre
è stare insieme, dialogare e vivere delle sensazioni dirette, senza filtri. Ciò ormai si verifica nelle generazioni non giovanissime, anche se poi in questi eventi nessuno rinuncia alla voglia di farsi i "selfi", che passano subito sui social, specie se si sta insieme al personaggio famoso: "mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa": questa malattia colpisce molti.

Un selfi, per ora, non ha mai fatto male a nessuno. A meno che non stiate cercando un lavoro, perché in questo caso, il possibile vostro datore non mancherebbe di scorrere tutti i vostri post per capire meglio chi siete, o meglio chi vorreste essere. Allora con i selfi, che non sempre comunicano una buona immagine di noi stessi, qualche rischio si corre.
A proposito delle amicizie che possono nascere anche da un incontro occasionale, salvo il più delle volte cadere alla prova del tempo, non posso non dedicare un mio pensiero a un vero amico di lunga data recentemente scomparso dopo un periodo di grande sofferenza: Alberto Pozzolini. Come ricorderete, oltre ad altri pregevoli incarichi, Alberto è stato un nostro direttore, dopo l'altro grande personaggio santacrocese, il giornalista Mario Lepri.

Oltretutto è stato anche quello che mi ha portato alla professione di giornalista e quindi di direttore della rivista. Insieme per un certo periodo abbiamo portato avanti questo giornale. Ricordo i pomeriggi passati in redazione a Fucecchio, quando lui programmava i vari articoli e interviste con grande emozione e sensibilità, e mi apriva un mondo nuovo e diverso. Alberto mi dava sicurezza: sapevo che ce l'avrei fatta con il suo supporto, e così è stato.
Anche se dopo le nostre strade si sono divise, ho sempre stimato e ammirato il suo sapere. In alcuni casi, forse, avrei affrontato le situazioni in modo diverso dal suo, ma Alberto era fatto così: aveva idee chiare e sapeva affermarle. Non so quanto abbia imparato da Alberto. Di sicuro, la sua personalità e il suo modo di essere mi hanno portato a continuare questo lavoro con volontà e dedizione.

Un saluto e un abbraccio a voi tutti, nella memoria di Alberto Pozzolini.



Il direttore
Margherita Casazza

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